Per oltre due millenni le acque termali di Ischia furono conosciute per le loro straordinarie proprietà terapeutiche.
Qui, le acque che sorgono da più di un centinaio di fonti possono curare disturbi come reumatismi, artrosi, osteoporosi, sciatica, problemi respiratori, allergie e dare benessere alla pelle.

Le proprietà magiche delle acque di Ischia furono scoperte per prima dagli antichi Greci, che approdarono sull’isola nel VIII secolo a.C.
I Greci pensavano che le acque termali fossero un dono di Afrodite, la dea della bellezza e dell’amore e legate alla storia di Tifeo. Secondo la mitologia greca, Tifeo era un gigante, figlio di Gaia (dea della Terra) e Tartaro (dio degli Inferi). Impersonifica il vulcanismo, poiché dalla sua bocca usciva fuoco.
Tifeo era anche molto impulsivo, tanto da sfidare Zeus in un combattimento, che sarebbe stato quasi sconfitto, se non fosse stato per l’aiuto di suo figlio Mercurio. Dopo aver vinto il combattimento, Zeus pensò ad una giusta punizione per il gigante, seppellendolo sotto Ischia. Tifeo, sentendosi umiliato dalla sconfitta ricevuta, provò a liberarsi provocando terremoti, eruzioni e getti di acqua bollenti dal suolo. Frustrato, Tifeo iniziò a piangere dalla disperazione. Afrodite, sentendolo, ebbe pietà di lui e lo liberò, trasformando le lacrime del gigante in acque con poteri terapeutici.

Non ci si soprende se i templi e i santuari fossero stati eretti vicini a sorgenti termali dedicate non soltanto ad Afrodite ma anche ad Apollo, una divinità spesso associata alla salute e alla guarigione. Apollo era conosciuto con diversi soprannomi, incluso Akesios, “guaritore”, che forse ha ispirato la creazione dell’attuale nome dell’isola. Le acque termali di Ischia attiravano gente in cerca di benessere, ma le frequenti scosse di terremoto e le eruzioni dei vulcani, scoraggiarono la creazione di villaggi in quei luoghi.
Anche se per lungo tempo furono attribuite agli dèi, le proprietà terapeutiche delle acque di Ischia furono un prodotto della sua violenta nascita e della continua attività sismica. Questo complesso sistema vulcanico nacque più di 150 000 anni fa, in seguito ad un’eruzione che lasciò una grande caldera, il cui perimetro oggi circonda l’isola. Nel tempo, le continue eruzioni lasciarono la loro impronta sull’isola sotto forma di crateri e colate laviche.

Dal punto di vista geologico il Monte Epomeo (alto 789 metri), che copre il 35% circa dell’isola, è formato da tanti “horst” (pilastri tettonici) che facevano parte del fondale marino, che è stato sollevato dall’attività tettonica e spinto verso l’alto e, in seguito fratturato.
I pilastri tettonici sono separati dalle faglie, attraverso cui passano gas, vapori e acque termali. Le acque piovane, che riempono le riserve sotterranee, vengono riscaldate naturalmente e sono la principale fonte per le sorgenti presenti su tutta l’isola.

Le acque che si trasformano in vapore e raggiungono la superficie sono cariche di minerali assorbiti dalla terra. Il risultato è che queste sorgenti d’acqua sono sia alcaline che acide e contengono quantità di calcio, magnesio, carbonato di idrogeno, sodio, zolfo, iodio, cloro, ferro, potassio e microelementi di altre sostanze attive, incluso il radon.
Le proprietà medicinali delle acque sono determinate dalla loro composizione chimica, acquisita durante il tragitto dalle viscere della terra.
L’acqua di Ischia è ricca di elementi nobili e sali minerali: il sodio, uno degli elementi basici per vivere; il potassio, essenziale per l’elasticità dei muscoli; lo zolfo, fondamentale per l’articolazione delle giunture; il calcio, per sedare e attivare il sistema nervoso. La natura radioattiva delle acque fu scoperta nel 1918 quando Marie Curie venne ad Ischia per studiare le sorgenti.
Ella scoprì che le acque erano composte da radio, radon, uranio e attinio in diverse quantità. L’elemento più importante per la guarigione è il radon, un gas che disciolto nell’acqua emette una particella ‘alfa’ emanata da un atomo di radio. Il radon, essendo un gas, può essere assorbito dalla pelle e, se inalato, può penetrare nel corpo ed essere eliminato alcune ore dopo.

di Ann. C. Pizzorusso